di Maria Piazza
Tiziano Vecellio.

L’opera pittorica qui riportata Si tratta dell’amor sacro e L’amor Profano di Tiziano Vecellio, Artista innovatore, fu uno dei pochi pittori italiani titolari di una vera e propria azienda, accorto imprenditore della bottega oltre che della sua personale produzione, fu Direttamente a contatto con i potenti dell’epoca, suoi maggiori committenti. Questo dipinto a olio su tela collocabile fra il 1514 e il 1516 è una delle opere giovanili di Tiziano; nel corso dei secoli è stata oggetto di molteplici interpretazioni, una delle prime quella che da il titolo all’opera considera le due figure di donne che compiaono nel quadro come personificazione dell’amore divino quella vestita e dell’amore terreno quella nuda. Sul sarcogafo è infatti riconoscibile lo stemma della famiglia di Niccolò Aurelio segretario del consiglio dei dieci a Venezia che sposò nel 1514 Laura Bagarotto figlia di un giurista padovano un matrimonio ricco di contrasti, contrasti opposti che ritroviamo anche in questo quadro a cominciare naturalmente dalle bellissime due figure di donna appogiate sul sarcogafo leggermente inclinate l’una verso l’altra. In realtà La figura nuda è circondata da un’ampio mantello rosso e semicoperta da un sottile lenzuolo bianco, Bianco-rosso appaiono anche nella figura della donna vestita a ruoli invertiti bianco è infatti l’ampio vestito, rossa la manica appoggiata sul grembo, e ora gli opposti.Il sarcogafo al centro simbolo di morte è piendo d’acqua come una fontana simbolo di vita. Il paesaggio sulla destra mostra una campagna al tramonto,
quello sulla sinistra una città all’alba. Forse l’interpretazione più interessante di questo quadro è quello che unisce i due aspetti nominati prima: quello matrimoniale e quello legato all’amore. La figura della donna vestita infatti porta con sé i segni che confemano che si tratta di una sposa; il vestito bianco, la cintura con la fibia,il mirto nella mano,lo scrigno e la rosa accanto addirittura una coppia di conigli simbolo di fertilità.
L’amore e l’erotismo invece sono personificati da Eros al centro e dalla splendida bellezza della donna nuda, e se poi ci accorgessimo che le donne sono molto somiglianti come se Tiziano volesse vedere matrimonio e amore nella stessa persona contemporaneamente Venere e Sposa. Una scena densa di complessi riferimenti simbolici e letterari; due donne estremamente sensuali propongono agli occhi dello spettatore un nuovo ideale di bellezza femminile, opulento e raffinato. Il paesaggio in questa tela conseravo della Galleria borghese di Roma, probabilmente realizzato per ua commisione nuziale.

L’opera pittorica qui riportata Si tratta dell’amor sacro e L’amor Profano di Tiziano Vecellio, Artista innovatore, fu uno dei pochi pittori italiani titolari di una vera e propria azienda, accorto imprenditore della bottega oltre che della sua personale produzione, fu Direttamente a contatto con i potenti dell’epoca, suoi maggiori committenti. Questo dipinto a olio su tela collocabile fra il 1514 e il 1516 è una delle opere giovanili di Tiziano; nel corso dei secoli è stata oggetto di molteplici interpretazioni, una delle prime quella che da il titolo all’opera considera le due figure di donne che compiaono nel quadro come personificazione dell’amore divino quella vestita e dell’amore terreno quella nuda. Sul sarcogafo è infatti riconoscibile lo stemma della famiglia di Niccolò Aurelio segretario del consiglio dei dieci a Venezia che sposò nel 1514 Laura Bagarotto figlia di un giurista padovano un matrimonio ricco di contrasti, contrasti opposti che ritroviamo anche in questo quadro a cominciare naturalmente dalle bellissime due figure di donna appogiate sul sarcogafo leggermente inclinate l’una verso l’altra. In realtà La figura nuda è circondata da un’ampio mantello rosso e semicoperta da un sottile lenzuolo bianco, Bianco-rosso appaiono anche nella figura della donna vestita a ruoli invertiti bianco è infatti l’ampio vestito, rossa la manica appoggiata sul grembo, e ora gli opposti.Il sarcogafo al centro simbolo di morte è piendo d’acqua come una fontana simbolo di vita. Il paesaggio sulla destra mostra una campagna al tramonto,quello sulla sinistra una città all’alba.
7 Tiziano - L'amor sacro e l'amor profano.jpg

Forse l’interpretazione più interessante di questo quadro è quello che unisce i due aspetti nominati prima: quello matrimoniale e quello legato all’amore. La figura della donna vestita infatti porta con sé i segni che confemano che si tratta di una sposa; il vestito bianco, la cintura con la fibia,il mirto nella mano,lo scrigno e la rosa accanto addirittura una coppia di conigli simbolo di fertilità.
L’amore e l’erotismo invece sono personificati da Eros al centro e dalla splendida bellezza della donna nuda, e se poi ci accorgessimo che le donne sono molto somiglianti come se Tiziano volesse vedere matrimonio e amore nella stessa persona contemporaneamente Venere e Sposa. Una scena densa di complessi riferimenti simbolici e letterari; due donne estremamente sensuali propongono agli occhi dello spettatore un nuovo ideale di bellezza femminile, opulento e raffinato. Il paesaggio in questa tela conseravo della Galleria borghese di Roma, probabilmente realizzato per ua commisione nuziale.