Il tema trattato riguarda le varie forme planimetriche di edifici di culto alle quali ho voluto allegare immagini per chiarire meglio le idee.

Di Elena Principato

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Le chiese presentano forme e piante differenti; ad ogni forma è legato anche un significato.
I primi edifici ecclesiastici che si sviluppano in epoca paleocristiana (III –V sec. D. C.) riuniscono le caratteristiche religiose ai criteri dell’ufficialità voluta da Costantino, che con l’editto di Milano del 314 d.C. riconosce il cristianesimo come la religione dell’impero romano.
Il tipo di edificio prescelto è infatti la basilica, rifacendosi alla grande sala per assemblee situata nel foro romano, usata per amministrare la giustizia e gli affari. La basilica cristiana, però, fu una nuova creazione nell’ambito di uno schema tradizionale. Si tratta di un edificio con una pianta sviluppata in lunghezza con asse longitudinale, generalmente diviso in una navata centrale più alta e due parti laterali più basse, con tetto in travature di legno in vista o controsoffittatura piana e terminazione della navata centrale con abside.
La basilica di san Pietro di età Costantiniana (400 d.C.) aveva per esempio 5 navate e, a differenza delle altre basiliche, terminava in una struttura trasversa, più bassa della navata centrale e sporgente rispetto alle laterali: il transetto (trans, “oltre”, e septum, “recinto”) che era caratterizzato al centro da una grande abside, costruendo così sopra l’altare, in corrispondenza della tomba del santo, uno spazio a forma di croce.
Il transetto è quindi il braccio che interseca trasversalmente lo spazio longitudinale della basilica cristiana, a metà, a due terzi o al termine, costituendo simbolicamente la forma di una croce detta greca nel primo caso,latina negli altri due. La croce latina si distingue inoltre in croce immissa, se il transetto è a due terzi del braccio longitudinale, e croce commissa, se è al termine. Spesso l’aula basilicale è preceduta da un quadriportico nel quale sostavano i fedeli prima di aver ricevuto il battesimo e accedere all’interno della basilica, separato da un nartece, il portico che può essere ubicato all’esterno (esonartece) o all’interno della facciata (endonartece).
In altri casi la pianta delle chiese si presenta di forma circolare, nelle sue varie declinazioni, fino a giungere alla forma ottagonale come nel caso di S. Vitale a Ravenna o della chiesa dei SS. Sergio e Bacco a Costantinopoli. La centralità della pianta, ricorda la centralità di Cristo nella Chiesa: la zona centrale è riservata al clero e ricoperta da una cupola, mentre gli spazi secondari come le navatelle, le gallerie e l’endonartece sono destinate ai fedeli. Pianta dei SS. Sergio e bacco.
In età romanica, durante lo sviluppo dei pellegrinaggi verso le chiese dove sono conservate le spoglie dei Santi Apostoli, si diffondono le piante a 5 o 3 navate e il transetto a tre navate che permettono di percorrere tutto il perimetro della chiesa, raggiungendo anche l’abside dove si possono venerare le reliquie dei santi, come ad esempio la chiesa di Santiago de Compostella (1075-1211).
La pianta centrica sarà ripresa più volte nella storia, come nel caso del progetto di Bramante per il tempietto di S. Pietro in Montorio del 1500, o del progetto di Michelangelo per la Basilica di S.Pietro, in cui l’artista sovrappone due quadrati ruotati: uno a terminazioni arrotondate, l’altro con terminazioni rette.
Altri casi di pianta centrica da portare ad esempio sono inoltre la chiesa di S. Andrea al Quirinale del Bernini, a pianta ellittica con cappelle radiali e ingresso sul lato minore, o San Carlino alle Quattro Fontane del Borromini, a pianta ovale a cui è sovrapposta una croce greca, o ancora la complessa pianta di S.Ivo alla Sapienza del Borromini, impostata sull’intersezione di due triangoli equilateri, con absidi alternativamente concave e convesse.
In queste ultime sperimentazioni la pianta diventa generatrice dell’alzato, comportando la realizzazione di cupole sempre diverse grazie anche allo sviluppo della tecnica.

Fonti sitografiche: "L'arte italiana volume 1" di Piero Adorno, "lineamenti di storia dell'architettura" di vari autori.