di Giorgia Principato

Il Teatro alla Scala di Milano è situato nel centro storico di Milano, in Piazza della Scala, di fronte al Palazzo Marino, sede del Comune. Il Teatro alla Scala viene commissionato da Maria Teresa d'Austria a Giuseppe Piermarini nel 1776 nella zona originariamente occupata dalla Chiesa della Madonna della Scala, da cui il nuovo edificio prende il nome. Le opere di Piermarini caratterizzano la prima fase dell'architettura neoclassica milanese, alla quale seguirà una seconda fase nell'età napoleonica. Piermarini, "imperial regio architetto", fu alunno di Vanvitelli, dal quale ereditò l'uso di superfici sobriamente decorate, la preferenza per edifici sviluppati in senso orizzontale, la distribuzione calcolata delle fabbriche. Il Teatro alla Scala di Milano, massima rappresentazione della tipologia del Teatro all'italiana, ha una pianta a ferro di cavallo "stretta", ossia rastremata verso il bocca scena: evoluzione estrema e rigorosa dell'antico teatro greco. A differenza di questo, infatti, tipica espressione della democrazia della società greca, che consente ad ogni spettatore una uguale visione della rappresentazione e che sfrutta le eccezionali proprietà acustiche del pendìo sul quale la càvea si sviluppa, il teatro all'italiana si basa fondamentalmente sulla enfatizzazione della distinzione tra le diverse classi sociali. Infatti la visuale che si gode dai palchetti migliora nettamente man mano che dal palco si procede verso il centro del "ferro di cavallo", ossia verso il palchetto reale che è perfettamente in asse con il palcoscenico.

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Giuseppe Piermarini, il teatro alla Scala, Milano. Pianta.

Ciò dimostra il diverso interesse del pubblico verso la rappresentazione teatrale e, al contempo, l'importanza della visibilità di coloro che ospitano i palchetti migliori. Allo stesso modo erano considerati importanti i palchetti che si affacciano completamente sul palcoscenico, in quanto gli spettatori avevano un diretto contatto con gli attori, ma la cui visuale era sensibilmente compromessa, poichè gran parte del palco è interamente coperto dal muro del palchetto stesso. Il Teatro alla Scala presenta quattro ordini di palchi, due gallerie, i cui palchi sono divisi l'uno dall'altro da colonne ed un tetto piano ed affrescato, dal quale pende un prezione lampadario che in origine veniva abbassato per permettere l'accensione delle candele. La dimensione dei palchi e la loro suddivisione hanno avuto sistemazione definitiva nell'Ottocento, quando anche la sala è stata dotata di poltrone, poichè,in origine, in sala si stava in piedi, si ballava o ci si accomadava su sedie "volanti".


Il Teatro Olimpico di Andrea Palladio

Il Teatro Olimpico di Vicenza
Il Teatro Olimpico è situato a Vicenza all’interno di un preesistente complesso medievale, il Palazzo del Territorio, che prospetta su Piazza Matteotti. Il teatro venne commissionato dall’Accademia Olimpica all’architetto rinascimentale Andrea Palladio, facente parte della stessa Accademia, nel 1580. Oggi è ritenuto il primo esempio di teatro stabile coperto dell’epoca moderna e il primo in cui vennero messe in scena commedie classiche. I primi lavori,cominciati appunto nel 1580,anno della morte di Palladio, seguendo gli appunti conservati dal figlio Silla, portarono esclusivamente alla realizzazione della cavea e del proscenio. I lavori terminarono definitivamente il 3 marzo del 1585 quando Vincenzo Scamozzi si dedicò alla costruzione della scena a prospettive.

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Andrea Palladio, il teatro olimpico, Vicenza. Pianta

Di quest’ultimo lavoro sono rimaste intatte le cosiddette “scene fisse”, strutture lignee di epoca rinascimentale, che rendevano possibile l’effetto illusionistico prospettico. Il progetto di Palladio prevedeva solamente un'unica prospettiva sviluppata in corrispondenza della porta centrale della scena, mentre i due varchi laterali presentavano dei fondali dipinti;la cesura delle due ali di muro e il soffitto "alla ducale" sopra il proscenio. Questo progetto si ispira totalmente ai teatri romani descritti nelle opere di Vitruvio: una cavea gradinata ellittica, cinta da un colonnato, con statue sul fregio, fronteggiante un palcoscenico rettangolare e un maestoso proscenio su due ordini architettonici, aperto da tre arcate e ritmato da semicolonne, all’interno delle quali si trovano edicole e nicchie con statue e riquadri con bassorilievi. La critica definisce l’opera “manierista“ per l’uso del chiaroscuro. L'attività dell'Olimpico venne interrotta dalla censura antiteatrale imposta dalla Controriforma e il teatro si riduce a semplice luogo di rappresentanza Con la metà dell'Ottocento riprendono saltuariamente le rappresentazioni classiche, ma si dovrà attendere l'ultimo dopoguerra, scampato il pericolo dei bombardamenti aerei, per tornare seriamente a fare spettacolo in un teatro che non ha uguali al mondo.