Brunelleschi e il Rinascimento

Brunelleschi e il Rinascimento
Intorno al 1400 troviamo in tutta Europa una fresca società di banchieri e mercanti. Una società più materialista, che ha più interessi terreni che celesti. Tuttavia, pur con queste premesse, era vivo anche il rapporto con Dio, sebbene senza l’inquietudine e lo sgomento che avevano fatto l’uomo medioevale. “Hai fiducia nella propria intelligenza e un desiderio sfrenato e spregiudicato di vivere”. In questo periodo Firenze attraversa un esaltante momento di prosperità. La città vede due grandi opposizioni : quella ‘oligarchica’ degli Albizzi, e quella ‘popolare’ dei Medici (ricchi banchieri amministratori delle finanze del Papato). Un contrasto che aprirà le porte alla Signoria dei Medici.
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Stemma famiglia “Medici”

In questo periodo, in cui inoltre svolgono un ruolo di primo piano quelle virtù dette ‘civiche’, nasce ad opera di artisti di grande rilievo, come Masaccio, Donatello e Brunelleschi, il cosiddetto ‘RINASCIMENTO’.
La parola Rinascimento era già presente nel Vasari nel Cinquecento per specificare il rinnovamento dalla pittura di Giotto. Compare per la prima volta su ‘La civiltà del Rinascimento in Italia’ pubblicato da Jacob Burckhardt. Dunque questo fenomeno consiste nella nascita di una nuova mentalità, un nuovo modo di concepire l’uomo e universalmente il mondo. Il Rinascimento coinvolse non solo l’arte ma anche la letteratura con, come premessa, l’Umanesimo, che vide esponenti importanti come Francesco Petrarca e Pico della Mirandola.

La nascita della Prospettiva
Con Giotto si era assistito alla rappresentazione dello spazio che on Brunelleschi acquisisce delle regole geometriche e viene sistematizzata con la nascita della prospettiva centrale : un sistema mediante il quale è possibile rappresentare la tridimensionalità degli oggetti e la loro posizione nello spazio. Si servì di due tavolette oggi andate perdute, che raffiguravano il Battistero di San Giovanni visto dalla porta centrale di Santa Maria del Fiore e Piazza della Signoria.
L’immagine del Battistero era stata dipinta da Brunelleschi su una lastra di argento brunito. La tavoletta doveva essere guardata su uno specchio mediante un foro procurato sulla stessa rappresentazione. Così osservando l’immagine dal foro è possibile individuare il punto di vista che coincide con il centro della composizione. Dunque, tutte le rette ortogonali convergono in un punto detto ‘di fuga’ e con un punto di vista e un punto di distanza si può definire la diminuzione o l’aumento di dimensioni dell’oggetto in base alla distanza dell’osservatore. Leonardo da Vinci dice:‘La prospettiva centrale è briglia e timone della pittura’ .
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FILIPPO BRUNELLESCHI
Filippo Brunelleschi (Filippo di ser Brunelleschi Lapi) nasce a Firenze nel 1377 e muore nella stessa città natale il 15 Aprile del 1446. Svolse vari mestieri: architetto, ingegnere, pittore, scultore, orafo e fu, inoltre, scenografo del Rinascimento. Il più anziano fra i tre padri del Rinascimento italiano. La sua è un’arte liberale fondata sulla matematica, la geometria e la conoscenza storica.
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Ritratto di Filippo Brunelleschi

Nella sua architettura un ruolo importante viene assunto da un sistema di regole, il cui metro è il modulo, che stabilisce rapporti proporzionali tra le parti di una costruzione.
Lo Spedale degli Innocenti è un orfanotrofio edificato da Brunelleschi seguendo gli schemi del modulo. Edificio dalla pianta regolare e semplicissima: un porticato rettilineo da cui si accede ad un cortile quadrato con accanto la chiesa e la sala con i letti dei fanciulli, il porticato esterno funge da tramite tra orfanotrofio e città.

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La Sagrestia vecchia di San Lorenzo venne progettata da Brunelleschi nel 1420-1429. La cupola maggiore è spartita in dodici spicchi, simboleggianti gli Apostoli, mentre la piccola tribuna, sormontata da una cupoletta che esprime la volta del Cielo con i segni zodiacali, è distinta da tre nicchie allusive all'Unità e alla Trinità di Dio. La decorazione policroma, con storie di S. Giovanni Evangelista e i Quattro Evangelisti, è opera di Donatello, che gettò in bronzo pure le due porte, nominate dalle figure che vi sono rappresentate: dei Martiri, a destra, e degli Apostoli, a sinistra. Viene costruito ex novo. Le pareti sono formate da archi e profili di finestre in pietra serena, che sottolinea le forme geometriche: quelle del cerchio e del quadrato.
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